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Torino 28 nov. 2013

DAGLI ESPERTI SOS PIANETA ALLE AUTORITA’ POLITICHE

L’ambiente in cui viviamo č malato e causa patologie
Aperta la sottoscrizione per la sensibilizzazione al problema
DICHIARAZIONE TORINO 2013

Torino 28 nov. 2013

Silvana Patrito (ASMI)


L’ambiente in cui viviamo è malato e causa patologie

DAGLI ESPERTI SOS PIANETA ALLE AUTORITA’ POLITICHE

Aperta la sottoscrizione per la sensibilizzazione al problema

Oggi gli Esperti riuniti a Torino, in occasione del 7° Congresso Nazionale della Società Italiana di Medicina Tropicale, hanno redatto un appello, la “Dichiarazione di Torino 2013”, rivolta alle autorità politiche ad ogni livello, affinché nei processi decisionali sia tenuta presente la preoccupante realtà dello stato generale dell’ambiente e del clima globale, come causa di patologia per l’uomo e per gli altri esseri viventi e come portatore di scenari futuri inquietanti.

E’ un S.O.S Pianeta, firmato dal Presidente del Congresso SIMET 2013, Dott. Guido Calleri, Responsabile del Centro di Medicina dei Viaggi dell’Amedeo di Savoia di Torino, da molti partecipanti e condiviso anche da illustri personaggi, del calibro del meteorologo e climatologo Luca Mercalli, affinché la Politica ponga questo problema tra le priorità dell’agenda, a salvaguardia del futuro di tutti gli esseri viventi.

L’appello, che verrà discusso domani sera nel Direttivo della SIMET, al fine di una adesione in toto dell’Associazione, può essere firmato fino al 30 novembre 2013 nella sede del Congresso SIMET 2013, presso il Centro Congressi del santo Volto di Torino, in Via Borgaro 1, dopodiché sarà disponibile on line sul sito dell’evento: http://www.simet2013torino.org/

 

DICHIARAZIONE TORINO 2013

In occasione del 7° Congresso Nazionale della Società Italiana di Medicina Tropicale, i sottoscritti segnalano una comune preoccupazione per lo stato generale dell’ambiente e del clima globale, come causa di patologia per l’uomo e per gli altri esseri viventi e portatore di scenari futuri inquietanti.

Da un lato il pianeta è dotato di risorse limitate, dall’altro la crescita della popolazione, e l’incremento della produzione di scorie, rifiuti e gas-serra stanno producendo mutazioni ambientali destinate a rendere sempre più difficile la vita di Homo sapiens, comparso sulla Terra 200.000 anni fa.

Questi scenari erano già noti e denunciati dagli scienziati del MIT nel 1972, anno di pubblicazione dello studio “The limits to growth”.

La tendenza di allora si rivela confermata a distanza di oltre 40 anni, quando anche la crisi economica mondiale deve fare i conti con la ridotta disponibilità di risorse energetiche e di materie prime, con la degradazione del suolo, con l’inquinamento ambientale e con i cambiamenti del clima.

Assistiamo oggi alla diffusione di malattie trasmissibili, precedentemente limitate ai paesi tropicali (dengue, chikungunya), all’aumento di patologia da calore in gruppi a maggior rischio (anziani e bambini), a mutazioni ambientali stabili (desertificazione) ed a crescente frequenza di eventi estremi (inondazioni, uragani). La tecnologia ed in particolare l’uso estensivo di antibiotici in agricoltura, nell’allevamento animale ed in terapia per l’uomo ha manifestato i suoi effetti sulle popolazioni batteriche, inducendo la comparsa di microrganismi resistenti che si sono diffusi in tutto il mondo, rendendo l’ambiente stesso “malato”.

Naturalmente i paesi e le popolazioni che più soffrono di questa situazione sono quelli a basso reddito (Africa, alcune zone del Sud America e del Sudest asiatico), mentre ne sono i principali responsabili i paesi ad alto reddito.

I rischi di questa progressione sono concreti ma purtroppo economia, politica e cultura occidentale non hanno ancora recepito l’urgenza di confrontarsi con questi scenari; il progetto dell’umanità è ancora dominato dalla sola logica del mercato, della crescita e della competitività, con scenari futuri a breve e medio termine preoccupanti.

I sottoscritti sono convinti della necessità e dell’urgenza di uno scatto coraggioso di evoluzione culturale che riporti il prelievo di risorse e l’influenza dell’uomo sull’ambiente all’interno dei cicli naturali.

I sottoscritti si rivolgono quindi all’autorità politica ad ogni livello, con un appello affinché questa realtà venga tenuta presente nei processi decisionali, e sia posta tra le priorità dell’agenda, in modo che la società tutta possa essere condotta verso un futuro desiderabile, stabile e sostenibile per tutti gli esseri viventi.

Silvana Patrito

 



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