NEWS

Roma 15 luglio 2012

Riforma delle Professioni

Roma 15 luglio 2012

M. Bernardini


Riforma delle Professioni

Il 28 maggio la riunione del Direttivo ASMI ha confermato l’impegno per un futuro della Stampa Medica che valorizzi quanto disposto dagli Artt. 21 e 32 della Costituzione in considerazione della loro importanza e che, in attesa di quanto sarà deciso nel contesto del programma di Governo sulla Riforma delle Professioni, vede l’ASMI attivo per un progetto di Aggiornamento Obbligatorio che favorisca un’informazione giornalistica adeguata al continuo progresso scientifico delle professioni operanti nei settori della Salute e dell’Informazione nell’interesse della Società e dei suoi singoli componenti.

Il 10 luglio, a Roma nella sede della FNSI, ho partecipato ad una affollata riunione organizzata dal Direttivo della  ‘Associazione Stampa Romana’ alla quale hanno anche partecipato Enzo Iacopino, Presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, Roberto Natale, Presidente della Federazione Nazionale della Stampa Italiana e Bruno Tucci, Presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio, per trattare l’argomento della Riforma dell’Accesso alla professione di giornalista.

Condividendo i contenuti del ‘Documento del Direttivo di Stampa Romana’ dell’11 luglio http://www.numedionline.it/apps/essay.php?id=12817 ho inviato a Paolo Butturini, Segretario di Stampa Romana, il testo con alcune integrazioni e proposte che, quale presidente ASMI, considero utili per una professione che, tutelando la contrattazione nazionale con le situazioni in atto, garantirebbe una ‘informazione e comunicazione’ completa e corretta per i destinatari.

Mario Bernardini

Documento del Direttivo di Stampa Romana

(Con le integrazioni e proposte)

La crisi dell’editoria, lontana dall’essere al suo epilogo, richiede un sistema coordinato di intervento degli Enti di categoria. L’Ordine dei Giornalisti è quindi chiamato a concorrere e partecipare, nella sua specificità, alla protezione del principio irrinunciabile di libertà e autonomia nell’esercizio della professione:

Da anni chiediamo una riforma che metta l’Ordine dei giornalisti nelle condizioni di adeguarsi ai cambiamenti dello scenario editoriale, tenendo fermi i principi etici e deontologici senza i quali la professione giornalistica rischia la subalternità. L’occasione storica per una riforma adeguata ai tempi è fornita dal riordino di tutte le professioni imposto dal Dpr presentato dal ministro Paola Severino e alla quale ora non possiamo far mancare il contributo specifico della nostra categoria chiedendo che vengano riconosciute la specificità e peculiarità sancite dalla Carta Costituzionale. Ora invece di sta rischiando l’impasse consegnando al tavolo del confronto una riforma parziale, frutto del lavoro di un comitato ristretto. Come il sindacato sostiene da anni per noi è giornalista chi svolge la professione, dentro e fuori le redazioni e non è impegnato in altre professioni che nulla hanno a che fare con la nostra.

(Un giornalismo professionale comunque sempre aperto per contribuire ad una informazione completa e corretta vhe può essere anche frutto di un patrimonio personale di formazione in ogni attività e disciplina per non cadere nell’equivoco di un giornalismo di ‘mestiere’ affidato soltanto ad un etica individuale per verifica delle fonti senza alcun riferimento ad un comportamento deontologico di categoria per certezza di contenuti anche a prescindere da quanto legislativamente codificato.

Un Ordine dei Giornalisti che non rappresenta e non concorre al rafforzamento della categoria, non in grado di fronteggiare la congiuntura, si consegna oltre che alla perdita di autorevolezza, alla subalternità a centri decisionali portatori di interessi diversi da quelli che ci riconosce ed attribuisce la Costituzione e non è in grado di tutelare i propri iscritti.

(La mancanza di un Ordine, peraltro, consegnerebbe il futuro economico della professione, dopo l’abolizione delle tariffe professionali e della deontologia, ad una esclusiva contrattazione aziendale e conseguente parcellizzazioni sindacali per soggetti assunti con diversità di criteri per diversi settori di attività e con finalità di informazione (e comunicazione) ispirate a principi economici più che allo svolgimento di una attività di pubblico interesse e a garanzia di un diritto del singolo e della collettività.)

In un sistema editoriale collassato non è immaginabile una risposta ispirata al cabotaggio minimo dell’interesse e della parzialità. Non possiamo incagliare il percorso della riforma dell’Ordine dei Giornalisti, come rischia di essere con le norme contenute nel Dpr, in un dibattito interno e chiuso mentre fuori il futuro è iniziato, senza regole.

Per quanto ci riguarda non ci sono solo i temi della formazione e dell’accesso tra gli adempimenti richiesti; sul primo, peraltro, si è fortemente lavorato . Si deve mettere mano alla semplificazione del sistema, a cominciare dal Consiglio, all’eliminazione di bizantinismi, al rafforzamento dell’impianto etico.

(Come, su quali presupposti e principi etici e morali oltre che bioetici e legislativi? E da chi verificato e giudicabile ?)

Al rilancio della professione in sintesi, della sua qualità e della responsabilità del fare informazione.

Per questo obiettivo, se non vogliamo mancare questa ultima occasione, il Consiglio direttivo di Stampa Romana chiede che si giunga all’elaborazione di un progetto di riforma dell’Ordine professionale che rappresenti e rafforzi chi svolge effettivamente la professione giornalistica e chiede che venga avviata una effettiva consultazione con il sindacato e gli Enti di categoria (Ordine e INPGI ? Oppura anche per tecnologia: carta stampata, Rai, TV ? Senza dimenticare Internet e multimedialità attuale ed in fieri con relativi controli e Autority ? ) al fine di compiere lo sforzo comune adeguato alla congiuntura e che sappia guardare alla prospettiva della professione.

(Perchà non aprire al contributo di Gruppi di Specializzazione coinvolgendoli per le diverse deontologie professionali fino a considerare sindacalmente un diverso trattamento economico contrattuale per esclusiva di incarico di giornalista generico o con specifica qualificazione.)

In gioco non è solo il futuro della  nostra professione, ma l’esercizio del principio di libertà alla base della nostra funzione nella dialettica democratica.

 

 



A.S.M.I. - Via Valpolicella, 19 - Roma | Tel.: 06.8607.291 | Fax.: 06.8639.8937 | e-mail: segreteria@asmionline.it