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Roma 13 settembre 2011

Riflessi bioetici e giuridici in Medicina umana e veterinaria

Roma 13 settembre 2011

Redazione (M. Cecaro)


Riflessi bioetici e giuridici in Medicina umana e veterinaria

Sperimentazione animale e clonazione degli alimenti

tra i temi comuni a Medicina umana e veterinaria discussi a Matelica (Mc) in un convegno

dell’Università di Camerino e Scuola di Scienze mediche e veterinarie.

 ll delicato tema della bioetica è stato ampiamente dibattuto e analizzato il 27 giugno a Matelica (Mc), in un convegno organizzato dall’Università degli studi di Camerino, Scuola di Scienze mediche veterinarie e patrocinato dall’Associazione stampa medica italiana.

 

I lavori si sono aperti col messaggio del sottosegretario alla Salute, on. Francesca Martini, che per obblighi istituzionali non è potuta intervenire al simposio. Tra le numerose e puntuali considerazioni, l’on. Martini ha dichiarato che “oggi i progressi della scienza in campo medico e veterinario stanno evidenziando sempre più le interconnessioni con gli aspetti giuridici ed etici del sistema di cura. Gli enormi traguardi raggiunti dalla medicina e dalle biotecnologie hanno posto l’uomo davanti a problemi di ordine etico come la possibilità di utilizzare le cellule staminali o stabilire il limite tra terapia, accanimento terapeutico ed eutanasia.

A fronte di ciò la politica di questo Governo si pone con un approccio realmente laico – basato sulla conoscenza scientifica – e insieme valoriale, e considera come punti fermi e irrinunciabili l’unicità della persona il rispetto per la vita umana, dal concepimento alla morte naturale, e la centralità della famiglia così come è riconosciuta dalla nostra carta costituzionale. Non dobbiamo dimenticare che la vita è il bene più prezioso e che necessita di tutela.

È questo il principio fondamentale sul quale si fonda il nostro Sistema sanitario che è riconosciuto come uno tra i migliori nel mondo. E proprio a tutela di questo principio ne costituisce un esempio il sistema trapianti nel campo della Medicina umana, settore strategico di eccellenza del Servizio sanitario nazionale”.

 

Molti aspetti trattati dal sottosegretario sono poi stati analizzati da Anna Maria Littera, della Direzione generale della Prevenzione sanitaria del Ministero della Salute, Ufficio VIII – Sangue e Trapianti.

 

Foto di gruppo

 

I relatori del convegno: da sinistra, il prof. Stefano Rea, (Università di Camerino), Anna Maria Littera (Ministero della Salute), Massimo Cecaro (dmv, consigliere nazionale dell’Asmi), la prof. ssa Anna Rita Loschi (Università di Camerino), il prof. Guido Biscontini (Università di Camerino) e il prof. Vincenzo Cuteri (Università di Camerino).

Etica e benessere degli animali da laboratorio.

L’aspetto dell’etica e del benessere negli animali da laboratorio è stato poi analizzato con dovizia di particolari dal prof. Vincenzo Cuteri, docente di Malattie infettive dell’Università di Camerino, che ha ben distinto l’etica dal benessere animale.

Il relatore ha messo in luce come l’etica pretenda una base razionale, non emotiva, e in questo senso essa pone una cornice di riferimento, dei canoni e dei confini entro cui la libertà umana si può estendere ed esprimere.

Per benessere animale si intende invece una serie di norme e comportamenti che consentano agli animali, tenuti in un determinato ambiente confinato, libertà di movimento, alimentazione, acqua e cure adeguate alla loro salute; che sia ridotta al minimo qualsiasi limitazione alla possibilità di soddisfare i bisogni fisiologici e comportamentali dell’animale; che siano effettuati controlli quotidiani per verificare le condizioni fisiche in cui gli animali sono allevati, tenuti o utilizzati e che un medico veterinario controlli il benessere e le condizioni di salute degli animali allo scopo di evitare danni durevoli, dolore, inutili sofferenze o forte stress.

Nel caso degli animali da laboratorio l’utilizzo deve essere condotto in maniera responsabile, in particolare non è ammissibile provocare, con azioni attive od omissive, dolore, forte stress, sofferenza o danni temporanei o durevoli.

Qualora l’utilizzo di animali non sia evitabile, si devono adottare delle procedure tali che, a parità di risultati, richiedano il minor numero di animali, utilizzino animali con il più basso sviluppo neurologico, siano in grado di minimizzare stress, dolore, sofferenza o danni durevoli e infine abbiano il più favorevole rapporto tra danno e beneficio.

Un aspetto importante che è stato chiarito è il contrasto di opinioni sul significato dell’espressione “sperimentazione animale”. Accanto a coloro che la equiparano in toto al termine “vivisezione“, vi è chi ne afferma con fermezza la diversità. Il termine “vivisezione”, oggi divenuto sinonimo di “sperimentazione dolorosa”, per lungo tempo ha corrisposto a ciò che si faceva sugli animali.

Le cavie, che erano soprattutto cani raccolti per la strada o presi gratuitamente al canile municipale, venivano sezionate da vive, con il principale intento di scoprire il funzionamento degli organi interni.

Oggi tutta la regolamentazione europea impedisce che ciò possa avvenire e, come detto in precedenza, ogni impiego di animali deve essere giustificato. Infatti, la Direttiva 2010/63/Ue del Parlamento europeo e del Consiglio del 22 settembre 2010 sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici sancisce che benché sia auspicabile sostituire nelle procedure l’uso di animali vivi con altri metodi che non ne prevedano l’uso, l’impiego degli stessi continua ad essere necessario per tutelare la salute umana e animale nonché l’ambiente.

A tal fine, essa cerca di agevolare e di promuovere lo sviluppo di approcci alternativi.

Essa cerca altresì di garantire un elevato livello di protezione degli animali il cui impiego nelle procedure continua ad essere necessario.

Il prof. Cuteri ha concluso il suo intervento affermando che la cura e l’uso di animali vivi a fini scientifici devono essere disciplinati dai principi, sanciti a livello internazionale, della sostituzione, della riduzione e del perfezionamento.

 

Clonazione degli alimenti e rischi per il consumatore

L’aspetto degli alimenti “clonati” e dei rischi per il  consumatore è stato trattato dalla prof.ssa Anna Rita Loschi, docente di Ispezione degli alimenti di origine animale dell’Università di Camerino.

La produzione e commercializzazione degli alimenti di origine animale derivanti da animali clonati è una problematica molto complessa, soprattutto se si considera che gli alimenti prodotti con processi nanotecnologici, in ottemperanza alle normative vigenti, devono essere sottoposti a un’attenta valutazione del rischio prima di essere approvati, etichettati e immessi sul mercato europeo.

Senza dubbio, la clonazione è stata sviluppata come tecnologia potenzialmente in grado di produrre piante e animali di alta qualità. In base alle conoscenze attuali, e considerando il fatto che la sequenza primaria del DNA resta invariata nei cloni, nulla sembrerebbe indicare una differenza in termini di sicurezza alimentare tra prodotti alimentari ottenuti da cloni sani di bovini e suini e dalla loro progenie e quelli ottenuti da animali sani procreati in modo tradizionale. Tuttavia, i dati raccolti fino ad oggi appaiono ancora insufficienti per un’analisi del rischio in grado di garantire con assoluta certezza la non nocività di questi “nuovi alimenti”.

A tal fine è utile ricordare che, ai sensi del Regolamento (CE) n. 178/2002, il rischio è funzione della probabilità e della gravità di un effetto nocivo per la salute, conseguente alla presenza di un pericolo.

Al fine di garantire un’analisi imparziale è stata creata l’Efsa (Autorità europea per la sicurezza alimentare), con il compito di effettuare una corretta valutazione del rischio, mentre l’eventuale gestione è di competenza della Commissione europea e degli Stati membri, che possono adottare le misure da loro ritenute più opportune per la tutela della salute pubblica.

La gestione del rischio è marcatamente diversa in Europa, dove vige il principio di precauzione, rispetto agli Stati Uniti, dove valutatore e gestore del rischio fanno capo a un’unica organizzazione (Food and drug administration), e dove vale il principio in base al quale un alimento è considerato sicuro fino a prova contraria.

Dai dati ricavati dall’eurobarometro emerge, oltre alla perplessità sulla sicurezza alimentare, anche la perplessità sulla necessità di introdurre tali alimenti, ritenuti innaturali, nella catena alimentare, anche in considerazione del fatto che non si evidenziano vantaggi né per i consumatori, né per gli allevatori. Inoltre, poiché non si conoscono ancora gli effetti biologici a lungo termine della clonazione, soprattutto in merito all’evoluzione delle specie e alla diversità e ricombinazione genetica tra gli animali, incentivarne la diffusione a scopo alimentare potrebbe avere ripercussioni imprevedibili.

Altra tematica di particolare interesse trattata dalla prof.ssa Loschi è stata il rispetto della salute e del benessere animale, anche in considerazione del fatto che più numerose sono le patologie descritte sulle madri surrogato e sui cloni.

Tutto ciò è sufficiente per ritenere la clonazione non proponibile ai soli fini alimentari, soprattutto se non condivisa dalla larga maggioranza dei cittadini europei. In particolare, si ritiene fondamentale il rispetto delle normative che mirano all’elevata tutela della salute pubblica, con l’osservanza della corretta analisi del rischio e nel pieno rispetto del principio di precauzione.

Appare, inoltre, indispensabile indicare in etichetta l’origine di tali alimenti per garantire l’esatta informazione ai consumatori al fine di permettere scelte di acquisto consapevoli nel rispetto della propria etica e morale.

 

Salute e informazione

L’analisi del rischio della comunicazione della bioetica è stato poi affrontato da Massimo Cecaro, veterinario e consigliere nazionale dell’Associazione stampa medica italiana (Asmi), che ha dato anche lettura di considerazioni tecniche inviate da Mario Bernardini, medico chirurgo e presidente Asmi.

  

      Fonte:         "La Settimana Veterinaria" n° 752 (14 settembre 2011)

 



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