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Roma 17 giugno 2011

Dall’ospedale al territorio per evitare di andare in tilt

Roma 17 giugno 2011

Michele Musso – (numedi/ASMI)


Dall’ospedale al territorio per evitare di andare in tilt 

Quello del rapporto tra ospedale e territorio è uno degli aspetti più importanti per l’assistenza sanitaria, del quale si parla ormai da decenni. Anche perché è un problema tuttora irrisolto. Paradossalmente, però, potrebbe essere la grave crisi economica che stiamo attraversando a spingere verso la soluzione. Anche perché, altrimenti, l’intero sistema rischia di andare in tilt.

Intorno a questo tema si è sviluppato l’incontro organizzato recentemente a Roma dalla Fondazione Smith Kline (presieduta da Gian Franco Gensini, preside della Facoltà di Medicina dell'Università di Firenze) per la presentazione del Rapporto Sanità 2011 – Il rapporto dinamico tra ospedale e territorio, edito dal Mulino, che ha raccolto i contributi degli esperti che nell’ottobre scorso parteciparono al Seminario dei laghi, promosso dalla stessa Fondazione.

La continuità dell’assistenza, si legge nell’introduzione al volume, è strutturale a ogni moderno e civile sistema di promozione e tutela della salute. Eppure, nonostante se ne discuta da decenni, rimane ancora uno dei nodi più importanti, e ancora irrisolti, per arrivare a una moderna organizzazione dei servizi. Tuttavia, si legge ancora nell’introduzione, «territorio ed ospedale, integrazione, reti, continuità e complessità: non è tanto un modello organizzativo da mettere a punto, quanto piuttosto il prendersi cura, l’operare della persona competente e premurosa che accompagna nel cammino della saluta e dello star bene».

Secondo Marco Trabucchi, tra i curatori del volume, docente all’università di Roma Tor Vergata e responsabile dell’Area politiche sociali e sanitarie della Fondazione SK, per poter «costruire un ponte» tra ospedale e territorio è necessario risolvere una serie di nodi, tra i quali quello sulla formazione, poichè «i medici e gli altri operatori fino a ora sono stati abituati a curare solo il loro orto». E, per esempio, ha specificato, «in futuro gli infermieri dovranno sostituire i medici in molte funzioni». Altro nodo da risolvere quello del ruolo del medico di famiglia, «che deve diventare il vero re del territorio, mentre oggi ancora non lo è». Per Trabucchi, inoltre, è importante creare linee guida clinico-terapeutiche omogenee, «in maniera che il comportamento del sistema sia uguale in tutti i settori».

 



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